26
Nov
Abbasso l'autostrada

Il nostro belpaese è ancora più bello se osservato attraversando le vecchie strade consolari, magari a bordo di un veicolo storico, e con la dovuta calma (oltretutto lontano dal traffico dei vacanzieri).

Per questo pubblico volentieri questo manoscritto del nostro socio Paolo Bannetta, ormai affermato scrittore di romanzi gialli (ha già pubblicato la sua seconda opera-La sapienza dei pistacchi).

Quello dei percorsi "altenativi", alla ricerca dei segni del passato, potrebbe essere un nuovo filone da seguire su questo sito, spero sia così: quindi, fatevi avanti!

 

Cara vecchia SS1 Aurelia,

da bambino già sentivo parlare di te  dal mio papà, (era l’autista di un piccolo industriale dell’epoca  50/60) di quando  anni  prima con  i suoi  viaggi di lavoro consumati percorrendo le tue curve affascinanti e i brevi rettilinei mozzafiato dove era un’impresa fare un sorpasso, partiva da Roma raggiungendo spesso anche la Francia. 

<E’ bellissima con i suoi saliscendi, dopo Follonica c è un rettilineo, tanti bei posti dil’arrampicarsi fino al passo del Bracco sopra Genova..>  diceva.

Crescendo mi accorsi subito che avevi un fascino particolare, ti ho sempre abitato vicino, ancora oggi quando mi chiedono:

<Dove abiti .. Paolo?>

<Vicino all’Aurelia…> rispondo.

Chi non conosce  lo storico “Motel Agip sull’”Aurelia” dove la domenica mattina tutti davano l’appuntamento ad amici e parenti per poi proseguire verso i  tanti lidi disseminati lungo il tuo percorso. Oggi il maledetto “Modernismo” lo ha sostituito con un “MC Donald.. sigh”.

Così cominciasti ad affascinarmi e mentre cresceva in me l’amore per le automobili pensavo chiaramente alla desiderata patente. Per un gioco del destino mi spedirono anni dopo  a fare il  militare in una caserma a Diano Marina (Imperia) che sorgeva proprio all’uscita della città e fuori c’era un cartello che indicava:

                                                                                          “VIA AURELIA”

così pensavo di stare a Roma dove tu Aurelia, nasci nelle vicinanze di San Pietro.  Sempre per destino ho passato più tardi anni a fare lo stesso mestiere di mio padre, l’autista presso una società privata il cui presidente risiedeva  a Pisa. Quanti viaggi…… era troppo bello tantissime volte arrivare fino li anche in piena notte. Guidavo e i fari illuminavano piccoli borghi, la pietra miliare che mi indicava il km e mi ricordava il tuo nome. Mi piace cosi tanto percorrerti che nel 95 con la mia prima “Giulia” che ho posseduto come piccolo collezionista, con Francesca mia moglie, siamo arrivati lungo tutto il tuo itinerario fino a Nizza. Salite e discese  pittoresche, dopo Genova mi sono arrampicato con la mia “Alfa” fino a sotto il cartello “PASSO DEL BRACCO” sull’appenino ligure! Mi sembrava di sentire mio padre. Purtroppo i tempi sono cambiati, oggi gli Italiani non hanno più amore per il loro paese con la sua cultura, la storia e le bellezze dei paesaggi con panorami incredibili, e te lo dice uno che ha avuto la fortuna di andare in California e vedere la celebre  “Big Sur” praticamente la famosa strada costiera... per carità il tuo tratto ligure tutte curve non è neanche da mettere in competizione, troppo bello!.

 Mentre ti scrivo questa lettera sono seduto nella hall di un albergo in provincia di Livorno dove sto trascorrendo qualche giorno di vacanza per festeggiare 37 anni stupendi in compagnia di Francesca, mia moglie. Chiaramente ho scelto il tuo percorso per giungere qui, al diavolo l’autostrada che sarebbe stata più comoda, più lineare ma.. terribilmente insipida per un amante di vecchie valvole e strade affascinanti come me.

Col passare del tempo progetti speculativi  non ti hanno risparmiato scempi tristissimi lungo il tuo percorso, diciamo che fino a Grosseto ti hanno rifatto i fianchi, ora sei più larga ma al posto di quella striscia bianca continua che noi bambini, seduti dietro alla famigliare col naso spiaccicato sul finestrino aspettavamo farsi tratteggiata per incitare papà a sorpassare, c’è un tristissimo muro grigio alto circa un metro e mezzo che, per carità ti rende forse più sicura dividendo le due corsie ,ma allo stesso istante uguale a tante altre super strade. Purtroppo il peggio arriva subito dopo la cittadina toscana; ho visto che ormai ti hanno lasciato morire da una parte abbandonata all’incuria degli amministratori dei paesi che attraversi, hanno costruito al tuo posto, dandole addirittura il tuo nome e il tuo numero 1, una fredda variante con quattro corsie che taglia come una lama il paesaggio, e poi sempre presente  quel grigissimo muro.  Ti hanno ridimensionato a strada regionale con il numero 132, vergogna! Per giungere fin qui ho  fatto come se quella variante non ci fosse, ti ho percorso seguendo quelle curve e quei brevi rettilinei che ti danno la voglia di scalare la marcia e dare gas…..  Scorri circondata da alberi verdi, insegne pubblicitarie che denunciano anche loro qualche anno o vecchi cartelli stradali che sembrano essere piovuti sulla tua pelle chissà da dove.

Ieri con Francesca abbiamo raggiunto località “Cala Furia” non lontano da Livorno, senz’altro gli amici del forum la ricorderanno come luogo dove il grande Gasmann abbandonava, gettandosi fuori, la sua “B24 spider” prima che precipitasse nel mare dopo quel maledetto  “sorpasso”. Mia moglie ha immortalato quella curva e tanti altri “tuoi” tratti di strada unici, anche una delle poche pietre miliari che ancora resistono all’abbattimento di qualche sconsiderato e alla sopra indicata incuria di qualcuno, indica km 270 e sta li semicoperta dall’erba…….. altre giacciono scolorite o addirittura coperte da segni e ..stronzate scritte sopra.

Domani tornando nella capitale ti percorrerò fino a dove potrò, attraverserò di nuovo paesini, passaggi a livello, ma lo spettacolo non me lo voglio perdere. Poi sarò… costretto a infilarmi nel tratto “rifatto” poco prima di Roma ma non ti preoccupare perché a pochi minuti da casa mia posso ammirare con calma tutte le volte che voglio la targa di marmo con su scritto il tuo nome e vicino l’indicazione della meta per il viaggiatore che si appresterà a conoscerti: Livorno, Genova, Ventimiglia.

Tutto cominciò una mattina di …. tanti anni fa. Un figlio di circa dieci anni seduto dietro alla “Renault mayor 8” del suo papà , domanda:

< papà..  perché si chiama Aurelia, dove arriva, che vuol dire statale?>

 < L’ha voluta un imperatore romano.. Marco Aurelio, arriva in Francia dove cambia nome…. e io nel….>

Ho voluto “giocare” con questa lettera, ma la nostalgia e allo stesso tempo la soddisfazione che provo ogni volta che mi.. butto sulla SS1 AURELIA è autentica, mi tornano in mente ricordi a cui sono affezionato credetemi in modo particolare. Ho avuto la presunzione di potervi trasmettere sensazioni di un’epoca dove per davvero.. tutti noi Italiani eravamo e ci sentivamo, a ragion veduta,  i padroni del mondo!

 

Un abbraccio da Alfamatto e da…… AURELIA.

 

13
Nov
Le novità di ACI Storico

Se da una parte inizia ufficialmente la propria attività di organizzazione del mondo del collezionismo, dall'altra cominciano le stranezze: intanto perchè, se fin'ora eravamo abituati a considerare d'epoca - di diritto - una vettura che aveva compiuto 30 anni, secondo ACI Storico lo è a 40 (ma l'altra non era una legge dello stato?!?!?!):

Poi, altro passo importante, è stata pubblicata una lista di modelli che, a prescindere da iscrizioni o attestati, a partire dai 20 anni dall'immatricolazione può essere considerata di interesse storico.

Clicca su questo link

E qui trovo un'altra, ma forse non sarà l'unica (solo mi colpisce quale diretto interessato), stranezza: sono citati tutti i modelli delle Fiat 500, ma non le Autobianchi A112, a meno che non siano le versioni Abarth.

Di 500 ne girano a bizzeffe, la maggior parte delle quali di originale hanno ben poco.

Le A112 non sono meritevoli di essere agevolate, e quindi incentivate alla conservazione?!?!?!?

 

28
Ott
Qualcosa si muove: ACI Storico

Alla Fiera di Padova finalmente l'ACI, tramite il suo presidente Angelo Sticchi Damiani, ha iniziato a delineare quelli che sono i principi base del ramo dell'ente che dovrebbe accomunare (e tutelare) gli appassionati dei veicoli storici, proponendosi, e questo è l'augurio di molti, come una valida alternativa all'ASI.

Potete leggere un articolo di presentazione cliccando QUI

Speriamo sia solo l'inizio di una nuova era nel nostro ambiente!

 

Una frase in particolare mi apre il cuore alla speranza, ed è questa:

"Aci tutela tutti i collezionisti, salvaguardando e rendendo efficaci i loro diritti indipendentemente dall’onerosa iscrizione a un club, sia questo Aci Storico o altro

Teniamola a mente per il futuro, siamo troppo abituati a promesse (politiche nel senso peggiore del termine!) poi disattese!