06
Gen
Pronti? VIA!

 

Ci siamo. E’ iniziato il nuovo anno ed anche il nostro gruppo inizia una nuova vita: dopo aver firmato l’atto costitutivo e redatto lo statuto, proprio per dare una “veste ufficiale” al sodalizio e per avere una forma legale riconosciuta (associazione culturale, nel nostro caso), abbiamo ottenuto il codice fiscale e depositato l'insieme delle regole base necessarie alla vita del gruppo.

Quindi, con il primo pranzo sociale di sabato 5 gennaio 2013 (vedi foto: clicca qui), è partita la campagna sottoscrizioni per l’anno in corso.

Iscriversi ad un club significa innanzitutto condividerne le idee e gli scopi, soprattutto perché la nostra è un’associazione culturale che vuole curare e diffondere, oltreché nutrirsi, di tutto quanto ruota intorno alla motorizzazione a motore su strada, non solo il possedere e conservare le vetture: è importante ricreare e ricostruire, almeno nei documenti, quello che era la società nei vari momenti; le vie di comunicazione; la situazione economica, in particolare riferita a quella industriale di produzione dei veicoli; le modalità di trasporto collettivo legato a quello dei singoli; lo sport…

Insomma, non è necessario avere un veicolo storico per essere iscritto a vecchievalvole e partecipare agli eventi, basta essere simpatizzante, curioso, o magari studioso.

Si, perché l’altro aspetto fondamentale dell’essere socio è il partecipare il più possibile, proprio per calarsi in questo ambiente, e per stringere amicizie che poi vanno oltre il ristretto ambiente della passione, come è già avvenuto con molti di noi: e questo è un altro punto di forza che cerchiamo con tutte le nostre capacità di coltivare e migliorare. Perché la fratellanza e l’amicizia sono i valori principali dell’essere umano.

Non mancano possibilità diverse di mettere a disposizione energie e risorse economiche a favore di situazioni di svantaggio e bisogno che, purtroppo, ci circondano.

TUTTO QUESTO CON LA SOLA QUOTA DI ISCRIZIONE DI 30,00 EURO PER L’ANNO 2013.

Per i soci è prevista la partecipazione ai nostri raduni senza pagare l’iscrizione del mezzo; inoltre è operativa una convenzione per assicurare i veicoli con le specifiche polizze con questo tipo di copertura, per la quale vi daremo notizia e contatti su specifica richiesta.

Al momento stiamo provvedendo a mettere a disposizione un conto corrente bancario per poter versare la quota comodamente senza bisogno di incontrarci; inoltre saranno disponibili a breve anche le tessere personalizzate con il nostro logo, il nome dell’associato ed i timbri per tutte le annualità che saranno versate.

ADESSO TOCCA A VOI DARCI DIMOSTRAZIONE DI FIDUCIA. VI ASPETTIAMO!!!! 

 

 

 

30
Dic
Anni di piombo

Se è vero che la nostra vita è intrisa di aneddoti e ricordi legati ai mezzi a motore, sempre piacevoli, è anche vero che alcuni di questi episodi invece sono a tutt’altro risvolto.

Qualche tempo fa, leggendo i post dei gruppi di facebook cui sono iscritto, ho trovato questo, inserito dall’amico nonché socio del Club Lampeggiante Blu Onlus (e, guarda caso, malato di Alfa!) Fulvio Riganti.

Mi ha colpito subito come “ambientazione”, perché raccontato da un commensale appena conosciuto, una di quelle situazioni in cui si instaura subito un feeling motoristico, sia perché narra di un fatto di cronaca terroristica che avevo dimenticato, ma che ha richiamato alla mia mente un luogo in cui ero passato qualche anno fa e mi era imbattuto in una lapide posta a commemorazione.

Pubblico così il racconto, integralmente copiato così come scritto dall’autore.

 

Qualche mese ho accompagnato mio figlio ad una cena del suo forum di motociclisti in quel di Guidonia, uno degli organizzatori, sapendo delle mia passione per la meccanica, mi ha fatto sedere di fronte ad un meccanico poco piu’ giovane di me. Dopo qualche secondo abbiamo scoperto di essere nati nello stesso quartiere e di conoscere molte persone in comune, abbiamo parlato fitto fitto per almeno due ore per poi accorgermi di non conoscere nemmeno il suo nome di battesimo. Ma quello che piu mi ha impressionato e’ quanto mi ha raccontato del suo 14 febbraio 1987, il suo racconto e’ stato come un torrente in piena ed i suoi occhi ed i suoi gesti esprimevano ancor piu delle sue parole quanto vide, fate conto che quanto leggerete l’abbia scritto lui. 

Oggi e’ il giorno di San Valentino, sono contento, proprio contento.

Ho 15 anni e sono fidanzato da qualche mese con una ragazza che abita proprio nella stessa via dove lavoro. Faccio il meccanico nell’officina di mio zio, e’ un lavoro che mi piace, proprio non mi andava di perdere tempo a scuola, appena ho potuto ho lasciato i cosiddetti studi ed ho cominciato a guadagnare qualcosa. Lavoro in Via Borghesano Lucchese, in un quartiere di Roma di recente costruzione, i palazzi piu vecchi sono di fine degli anni 50, anche gli abitanti del quartiere sono quasi tutti giovani, qualcuno e’ originario di Trastevere, qualcun altro e’ invece a Roma solo da qualche anno.

Nella nostra officina aggiustiamo un po di tutto, siamo in una zona magica per queste cose, a pochi metri da noi c’e’ il balestraro, dall’altra parte di Viale Marconi che il contachilometrista, ci sono tre gommisti nelle vicinanze, due carrozzieri ed un paio di autoricambi. Nello spazio di pochi isolati non solo potremmo riparare qualsiasi danno a qualsiasi auto ma potremmo costruirne una di sana pianta.
Lavoriamo un po per tutti e ripariamo di tutto, ma quello che ci appassiona sono le Alfa, mio Zio e’ un mago nel modificarle. Spesso ci capita di riparare le auto della polizia, abbiamo rimediato qualche asse a camme usata del trofeo Alfasud, quando capita qualche Alfa 33 della polizia approfittiamo per modificarle, per distinguerle dalle altre verniciamo i coperchi delle punterie di rosso. 
Qualcuno ha detto che, con queste 33, a 200 all’ora si stacca il lampeggiante!

Ho gia’ comprato un regalino per la mia ragazza, e’ il nostro primo San Valentino e sono proprio curioso di vedere come ricambiera’ gli auguri! Il padre fa il poliziotto e non lo vedo mai, mentre la madre gira sempre qua’ intorno e quando ci incontriamo ci salutiamo molto cordialmente, non so come si chiami, so solo che quando parlo di lei con la mia ragazza la chiamo “tua madre” mentre per me e per i miei amici e’ “mia suocera” .

Ho preso il solito cappuccino e cornetto e stiamo tornando al lavoro. Ad un tratto sentiamo in fondo alla via un rumore fortissimo ed allo stesso tempo breve, un rumore mai sentito prima, c’e un gran movimento la in fondo, allunghiamo il collo per vedere meglio e solo allora distinguiamo il rumore secco di colpi di arma da fuoco. Continuiamo a non capire, ci guardiamo in faccia disorientati e non sappiamo cosa fare. Ora e’ sceso un silenzio gelido nella via, e’ tutto molto irreale e solo ora ci accorgiamo che non circola nemmeno una auto, ci avviciniamo a passo sempre piu’ svelto verso l’angolo con via di Pietra Papa da dove proveniva il frastuono.

C’e’ un furgone di traverso, ma vedo gente che urla e si dispera appena dietro di esso. Mi inoltro nella strada e mi accorgo della presenza di una Giulietta della polizia con il cofano motore contorto, forse e’ un incidente, continuo a non capire. Mi avvicino di piu’ e vedo che l’auto e’ crivellata di colpi, all’ interno ci sono due agenti immersi nel loro sangue e ricoperti di schegge i vetro, le divise sono perforate da vari buchi, uno di loro ha ricevuto un colpo in faccia, la guancia e’ squarciata e sono visibili i denti.

Non lo dimentichero’ mai.

Alla guida della Giulietta non c’e’ nessuno, non capiamo dove sia l’autista, cominciamo a guardarci intorno e dopo qualche lungo istante troviamo un terzo agente a pochi metri, era riuscito a scendere ed ora e’ rannicchiato in fondo ad una piccola discesa alla base di una porta in legno che non ho visto mai aperta, credo sia morto anche lui. Forse e’ riuscito a scampare ai primi colpi perche accasciato sul volante a seguito dell’urto con il furgone portavalori che stavano scortando. Vedo solo ora mia suocera, lei ha visto tutto dalla finestra di casa sua. E’ bianchissima ed appoggiata al muro. Racconta ad un capannello di persone raccoltesi intorno di essersi immediatamente affacciata ai primi spari e di aver visto molti individui che scaricavano i mitra sugli inermi agenti di scorta, istintivamente si mise ad urlare: “Basta! Basta! Li state massacrando!”, per tutta risposta uno dei banditi rivolse il mitra verso la sua finestra sparando alcuni colpi; un colpo si infilo’ nel soffitto della camera, mentre un altro si pianto’ sul muro del palazzo. Quel colpo e’ rimasto visibile per molti anni.

Ci accorgiamo ora che la Giulietta perde copiosamente benzina, tutta la discesa ne e’ inondata, sono gia’ arrivate le volanti della polizia e dei carabinieri ed ora chiamiamo anche i pompieri. Un Carabiniere gigantesco, vista la scena e’ fuori di se, sta bestemmiando, ed ho paura che spari al primo che capita e prudentemente me ne sto lontano, un poliziotto un po anziano e’ invece visibilmente commosso e non riesce a fare il suo lavoro. Credo che sia il superiore delle vittime.

Chi puo aver fatto una cosa simile? Qui non siamo ai Parioli e gli scippi e le rapine non ci sono sconosciute, ma una violenza del genere non l’abbiamo mai vista. La via ora e’ ingombra di auto della polizia, carabinieri, di ambulanze, pompieri, sirene a non finire. Per almeno un paio d’ore rimaniamo sul posto ma al momento di tornare in officina ci accorgiamo che e’ impossibile lavorare senza ripensare all’accaduto.

Chiudiamo l’officina e ce ne andiamo tutti a casa, questa sera non sara’ festa."

16
Dic
Ricordiamoci di loro

Anche quest'anno si è ripetuto il bello (e commovente) appuntamento con la solidarietà verso i bambini ricoverati presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (RM). 

Perchè se Natale è una festa per tutti, lo è ancora di più per i bambini e per quelli che convivono con grandi e piccoli problemi: quindi regalare un sorriso, qualche attimo di spensieratezza a loro ed ai genitori che li assistono, ed un ricordo da portare con sè, è veramente importante.

Qui Sabatino, socio del Club Lampeggiante Blu Onlus, e promotore del Club Alfaroma, mentre illustra orgoglioso il motore della sua Giulia "Biscione" ad uno dei ragazzi ricoverati, che hanno dimostrato anche grande interesse per le vetture d'epoca (ed Alfa Romeo in particolare, per mantenere viva la cultura motoristica italiana anche fra i giovanissimi). Sabatino ha dimostrato grande sensibilità ed inventiva, perchè ha trovato il modo di far "parlare" il motore della sua vettura con i bambini che guardavano ammirati e divertiti.

Il prossimo appuntamento in cui le nostre amate vetture possono contribuire, per poco o tanto che sia, a sostenere queste iniziative, è per domenica 23 dicembre 2012 a Francavilla al Mare (CH).

Allora, AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI, ed un appello a tutti gli amici di Vecchievalvole che si trovano lì vicino perchè partecipino numerosi!