30
Dic
Anni di piombo

Se è vero che la nostra vita è intrisa di aneddoti e ricordi legati ai mezzi a motore, sempre piacevoli, è anche vero che alcuni di questi episodi invece sono a tutt’altro risvolto.

Qualche tempo fa, leggendo i post dei gruppi di facebook cui sono iscritto, ho trovato questo, inserito dall’amico nonché socio del Club Lampeggiante Blu Onlus (e, guarda caso, malato di Alfa!) Fulvio Riganti.

Mi ha colpito subito come “ambientazione”, perché raccontato da un commensale appena conosciuto, una di quelle situazioni in cui si instaura subito un feeling motoristico, sia perché narra di un fatto di cronaca terroristica che avevo dimenticato, ma che ha richiamato alla mia mente un luogo in cui ero passato qualche anno fa e mi era imbattuto in una lapide posta a commemorazione.

Pubblico così il racconto, integralmente copiato così come scritto dall’autore.

 

Qualche mese ho accompagnato mio figlio ad una cena del suo forum di motociclisti in quel di Guidonia, uno degli organizzatori, sapendo delle mia passione per la meccanica, mi ha fatto sedere di fronte ad un meccanico poco piu’ giovane di me. Dopo qualche secondo abbiamo scoperto di essere nati nello stesso quartiere e di conoscere molte persone in comune, abbiamo parlato fitto fitto per almeno due ore per poi accorgermi di non conoscere nemmeno il suo nome di battesimo. Ma quello che piu mi ha impressionato e’ quanto mi ha raccontato del suo 14 febbraio 1987, il suo racconto e’ stato come un torrente in piena ed i suoi occhi ed i suoi gesti esprimevano ancor piu delle sue parole quanto vide, fate conto che quanto leggerete l’abbia scritto lui. 

Oggi e’ il giorno di San Valentino, sono contento, proprio contento.

Ho 15 anni e sono fidanzato da qualche mese con una ragazza che abita proprio nella stessa via dove lavoro. Faccio il meccanico nell’officina di mio zio, e’ un lavoro che mi piace, proprio non mi andava di perdere tempo a scuola, appena ho potuto ho lasciato i cosiddetti studi ed ho cominciato a guadagnare qualcosa. Lavoro in Via Borghesano Lucchese, in un quartiere di Roma di recente costruzione, i palazzi piu vecchi sono di fine degli anni 50, anche gli abitanti del quartiere sono quasi tutti giovani, qualcuno e’ originario di Trastevere, qualcun altro e’ invece a Roma solo da qualche anno.

Nella nostra officina aggiustiamo un po di tutto, siamo in una zona magica per queste cose, a pochi metri da noi c’e’ il balestraro, dall’altra parte di Viale Marconi che il contachilometrista, ci sono tre gommisti nelle vicinanze, due carrozzieri ed un paio di autoricambi. Nello spazio di pochi isolati non solo potremmo riparare qualsiasi danno a qualsiasi auto ma potremmo costruirne una di sana pianta.
Lavoriamo un po per tutti e ripariamo di tutto, ma quello che ci appassiona sono le Alfa, mio Zio e’ un mago nel modificarle. Spesso ci capita di riparare le auto della polizia, abbiamo rimediato qualche asse a camme usata del trofeo Alfasud, quando capita qualche Alfa 33 della polizia approfittiamo per modificarle, per distinguerle dalle altre verniciamo i coperchi delle punterie di rosso. 
Qualcuno ha detto che, con queste 33, a 200 all’ora si stacca il lampeggiante!

Ho gia’ comprato un regalino per la mia ragazza, e’ il nostro primo San Valentino e sono proprio curioso di vedere come ricambiera’ gli auguri! Il padre fa il poliziotto e non lo vedo mai, mentre la madre gira sempre qua’ intorno e quando ci incontriamo ci salutiamo molto cordialmente, non so come si chiami, so solo che quando parlo di lei con la mia ragazza la chiamo “tua madre” mentre per me e per i miei amici e’ “mia suocera” .

Ho preso il solito cappuccino e cornetto e stiamo tornando al lavoro. Ad un tratto sentiamo in fondo alla via un rumore fortissimo ed allo stesso tempo breve, un rumore mai sentito prima, c’e un gran movimento la in fondo, allunghiamo il collo per vedere meglio e solo allora distinguiamo il rumore secco di colpi di arma da fuoco. Continuiamo a non capire, ci guardiamo in faccia disorientati e non sappiamo cosa fare. Ora e’ sceso un silenzio gelido nella via, e’ tutto molto irreale e solo ora ci accorgiamo che non circola nemmeno una auto, ci avviciniamo a passo sempre piu’ svelto verso l’angolo con via di Pietra Papa da dove proveniva il frastuono.

C’e’ un furgone di traverso, ma vedo gente che urla e si dispera appena dietro di esso. Mi inoltro nella strada e mi accorgo della presenza di una Giulietta della polizia con il cofano motore contorto, forse e’ un incidente, continuo a non capire. Mi avvicino di piu’ e vedo che l’auto e’ crivellata di colpi, all’ interno ci sono due agenti immersi nel loro sangue e ricoperti di schegge i vetro, le divise sono perforate da vari buchi, uno di loro ha ricevuto un colpo in faccia, la guancia e’ squarciata e sono visibili i denti.

Non lo dimentichero’ mai.

Alla guida della Giulietta non c’e’ nessuno, non capiamo dove sia l’autista, cominciamo a guardarci intorno e dopo qualche lungo istante troviamo un terzo agente a pochi metri, era riuscito a scendere ed ora e’ rannicchiato in fondo ad una piccola discesa alla base di una porta in legno che non ho visto mai aperta, credo sia morto anche lui. Forse e’ riuscito a scampare ai primi colpi perche accasciato sul volante a seguito dell’urto con il furgone portavalori che stavano scortando. Vedo solo ora mia suocera, lei ha visto tutto dalla finestra di casa sua. E’ bianchissima ed appoggiata al muro. Racconta ad un capannello di persone raccoltesi intorno di essersi immediatamente affacciata ai primi spari e di aver visto molti individui che scaricavano i mitra sugli inermi agenti di scorta, istintivamente si mise ad urlare: “Basta! Basta! Li state massacrando!”, per tutta risposta uno dei banditi rivolse il mitra verso la sua finestra sparando alcuni colpi; un colpo si infilo’ nel soffitto della camera, mentre un altro si pianto’ sul muro del palazzo. Quel colpo e’ rimasto visibile per molti anni.

Ci accorgiamo ora che la Giulietta perde copiosamente benzina, tutta la discesa ne e’ inondata, sono gia’ arrivate le volanti della polizia e dei carabinieri ed ora chiamiamo anche i pompieri. Un Carabiniere gigantesco, vista la scena e’ fuori di se, sta bestemmiando, ed ho paura che spari al primo che capita e prudentemente me ne sto lontano, un poliziotto un po anziano e’ invece visibilmente commosso e non riesce a fare il suo lavoro. Credo che sia il superiore delle vittime.

Chi puo aver fatto una cosa simile? Qui non siamo ai Parioli e gli scippi e le rapine non ci sono sconosciute, ma una violenza del genere non l’abbiamo mai vista. La via ora e’ ingombra di auto della polizia, carabinieri, di ambulanze, pompieri, sirene a non finire. Per almeno un paio d’ore rimaniamo sul posto ma al momento di tornare in officina ci accorgiamo che e’ impossibile lavorare senza ripensare all’accaduto.

Chiudiamo l’officina e ce ne andiamo tutti a casa, questa sera non sara’ festa."

16
Dic
Ricordiamoci di loro

Anche quest'anno si è ripetuto il bello (e commovente) appuntamento con la solidarietà verso i bambini ricoverati presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro (RM). 

Perchè se Natale è una festa per tutti, lo è ancora di più per i bambini e per quelli che convivono con grandi e piccoli problemi: quindi regalare un sorriso, qualche attimo di spensieratezza a loro ed ai genitori che li assistono, ed un ricordo da portare con sè, è veramente importante.

Qui Sabatino, socio del Club Lampeggiante Blu Onlus, e promotore del Club Alfaroma, mentre illustra orgoglioso il motore della sua Giulia "Biscione" ad uno dei ragazzi ricoverati, che hanno dimostrato anche grande interesse per le vetture d'epoca (ed Alfa Romeo in particolare, per mantenere viva la cultura motoristica italiana anche fra i giovanissimi). Sabatino ha dimostrato grande sensibilità ed inventiva, perchè ha trovato il modo di far "parlare" il motore della sua vettura con i bambini che guardavano ammirati e divertiti.

Il prossimo appuntamento in cui le nostre amate vetture possono contribuire, per poco o tanto che sia, a sostenere queste iniziative, è per domenica 23 dicembre 2012 a Francavilla al Mare (CH).

Allora, AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI, ed un appello a tutti gli amici di Vecchievalvole che si trovano lì vicino perchè partecipino numerosi!

 

01
Dic
Un altro GRANDE esempio da seguire

Come dicevo nel titolo, ecco un altro grande esempio (da imitare!!!!!) di quello che intendiamo per “motorismo storico”: cioè l’amore per la storia e la vita di un mezzo. Vita che si intreccia con quella dei proprietari, come ci racconta il nostro amico e collaboratore del club. Buona lettura e buona visione (quando troverete la parola "video", cliccateci sopra, appariranno le immagini da Youtube).

Scritto da Stefano I.  il 28 11 2012

Salve lettori e amici di Vecchievalvole, sono, se il presidente me lo consente, un collaboratore di questi matti e scalmanati del Club.

Volevo presentarvi il video del restauro (carrozzeria) del mio Maggiolino 1969 ma, visto che sto scrivendo vi racconto un po’  la storia della mia macchina.

Il Maggiolino entrò in famiglia nel 1980 e già avevo voglia di guidarlo,macchina allora di uso quotidiano, lascio a voi immaginare per quelli che conoscono Villalago le intemperie prese durante quegli anni.

Il Maggiolino arriva in mio possesso  nel 1986 quando presi la benedetta patente, mi ha accompagnato fino al 1999 in avventure indescrivibili…

La voglia allora però era di cambiare auto, sostituirla, con una più comoda, più veloce, con servofreno e servosterzo. Dal 1999  fu messa al garage in attesa di un compratore che per fortuna non c’è mai stato.

Nell’autunno 2009, mia moglie disse, perchè non rimettiamo a posto il Maggiolino?

Il restauro iniziò, contattai il nostro amico Domenico detto Assoda e appena reperiti i pezzi  cominciò il restauro meccanico. video1

La macchina con una lucidata qui e la era pronta per il primo raduno ed a seguire anche agli altri. video2

 La voglia adesso era di fargli tornare il sorriso con un abito nuovo, mi sono messo in giro con lei per i vari sarti (carrozzieri), tanti un po’  schizzinosi nel vederla… ci voleva dunque una persona professionale, appassionata a questi tipi di macchine ,trovai finalmente la figura di Fernando e collaboratori …hanno iniziato e finito il lavoro descritto nel filmato pubblicato su Youtube. video3

Dopo il primo raduno Winter Bugs (raduno nazionale di maggiolini) con la veste nuova, è di nuovo in garage però coperta con il raso, aspetta di nuovo la primavera per uscire e partecipare ai tanti raduni che ci aspettano .

Ringrazio il presidente Roberto Di Biagio per aver pubblicato questo servizio e saluto tutti gli amici di Vecchievalvole.

 

Che dire di questa storia? E’ commovente, come quella che ci hanno raccontato Ottavio e Roberto della loro Fiat 124.

Questo ci piace, al di là del marchio o del modello, ed oltre l’anzianità del mezzo o gli eventuali titoli onorifici conquistati in questa o quella sessione d’esame, senza targa oro o targa di bronzo…solo guidati dal proprio cuore!

N.d.r.:  e poi Stefano ha sorvolato sul periodo in cui la vettura era usata per salire sulle mulattiere, in alta quota per poi riscendere carica di legna all’interno dell’abitacolo. Forse questo ricordo gli avrebbe procurato troppo dolore….